“Ale & Friends – 60 Note di Vita”: Alessandro Monteleone incanta la Cripta del Duomo di Messina

Il 26 marzo 2026, alle ore 19:00, la chitarra classica incontra uno dei luoghi più suggestivi della città. Una serata imperdibile per celebrare un artista e la sua musica.

C’è qualcosa di profondamente poetico nel far risuonare le corde di una chitarra tra le volte millenarie di una cripta. Succederà giovedì 26 marzo 2026, quando Alessandro Monteleone — chitarrista messinese — salirà sul palco della Cripta del Duomo di Messina per dare vita a “Ale & Friends – 60 note di vita”, un concerto che è insieme un compleanno, un bilancio artistico e una dichiarazione d’amore verso la musica.

Un artista cresciuto con la chitarra del nonno

La storia di Alessandro Monteleone comincia come in una favola: da bambino, nella casa di campagna di famiglia, ritrova in soffitta una vecchia chitarra appartenuta al nonno. È in quel momento — nel silenzio di una stanza polverosa, tra le mani di un ragazzo curioso — che nasce una passione destinata a diventare una carriera straordinaria.

Formatosi dapprima con il Maestro Giuseppe Morabito presso l’Accademia Filarmonica e il Conservatorio A. Corelli di Messina, il giovane Monteleone ha il privilegio di essere ascoltato e incoraggiato dal leggendario chitarrista venezuelano Alirio Diaz, uno dei più grandi della storia dello strumento. Successivamente affina la propria tecnica a Roma sotto la guida del Maestro Bruno Battisti D’Amario, conseguendo il diploma con il massimo dei voti.

Da quel momento in poi, i riconoscimenti non tardano ad arrivare: il Premio Rete Azzurra, il Premio Mo.Di.Cu., il Premio N. Giordano Bruno e il Premio Internazionale Cartagine per la Musica sono solo alcune delle tappe di un percorso costellato di successi. Ha vinto importanti concorsi nazionali — tra cui il Concorso AMA Calabria, il Festival della Chitarra Reggino e il Concorso Vanna Spadafora — e ha suonato per alcune delle più prestigiose associazioni concertistiche italiane, da Trento a Palermo, oltre ad aver partecipato a programmi RAI.

Nel 1996 arriva un riconoscimento insolito quanto prestigioso: la Moët & Chandon lo sceglie come chitarrista per il Congresso IFCA di Roma, dove viene realizzato un video musicale pubblicitario in cui esegue l’Asturias di Albéniz, trasmesso poi dalle principali compagnie aeree mondiali.

Come solista, Monteleone ha collaborato con l’Orchestra da Camera Fiorentina, l’Orchestra Ars Musica e l’Orchestra del Conservatorio A. Corelli, oltre ad aver suonato per l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina e l’Orchestra Sinfonica Taormina Opera Festival. Da oltre quarant’anni porta avanti una straordinaria collaborazione con il violinista Giuseppe Fabio Lisanti, dando vita al Duo Paganini e al Quintetto Classico, ensemble che ha riportato alla luce un repertorio cameristico con chitarra raramente eseguito.

Oggi è titolare della cattedra di chitarra presso il Liceo Musicale Ainis di Messina e continua a suonare su strumenti realizzati appositamente per lui dal liutaio Alessandro Previti.

Una serata, tanti amici

Il titolo “60 note di vita” non lascia dubbi: questa è una festa. E come ogni festa che si rispetti, è più bella se condivisa. Sul palco, accanto a Monteleone, saliranno dieci artisti ospiti — amici, colleghi, compagni di palco — che renderanno la serata un vero e proprio viaggio musicale: Gabriella Anastasi, Lucia Arena, Raimondo Broccio, Tiziana Filiti, Giuseppe Fabio Lisanti, Juliano Parisi, Rosanna Pianotti, Alessandro Previti, Maurizio Salemi ed Emy Spadaro.

Il programma è un percorso trasversale attraverso i secoli e i continenti: dal barocco di Bach al romanticismo di Boccherini e Paganini, dai capolavori spagnoli di De Falla e Rodrigo — con l’indimenticabile Adagio dal Concierto de Aranjuez — alle radici latinoamericane di Villa-Lobos e Celso Machado, fino alla commozione dei tradizionali siciliani che chiuderanno la serata: Mi votu e mi rivotuA virrineddaVitti ‘na crozzaCantu e cuntu. Un finale che sa di casa, di identità, di radici.

La Cripta del Duomo: quando la storia fa da cornice alla musica

C’è un motivo se certe musiche suonano meglio in certi luoghi. La Cripta del Duomo di Messina è uno di quei posti capaci di trasformare un concerto in un’esperienza quasi mistica. Situata sotto la Cattedrale di Santa Maria Assunta, una delle chiese più antiche e significative della Sicilia, la cripta è un ambiente di rara bellezza: colonne medievali, archi in pietra, un’atmosfera raccolta e intima che il suono della chitarra classica sa abitare come nessun altro strumento.

Scegliere questo luogo per una serata di musica d’autore non è solo una scelta estetica: è un atto culturale. Restituire vita artistica a spazi così carichi di storia significa tenere vivo un dialogo tra passato e presente, tra le pietre e le note, tra la città e i suoi abitanti.

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