Il settore energetico è interessato da anni ad una radicale trasformazione dovuta dall’esigenza di ridurre le emissioni nocive, aumentare l’efficienza dei sistemi di generazione e favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili. L’energia solare fotovoltaica ha assunto un ruolo centrale nel panorama energetico internazionale e le ricerche condotte negli ultimi anni hanno aperto nuove prospettive per una gestione più flessibile, resiliente e intelligente dell’energia, permettendo lo sviluppo di nuovi sistemi fotovoltaici.
In quest’ambito la neo dottoressa Francesca Pellico ha condotto una interessante ricerca sull’argomento che la ha portata alla discussione della propria Tesi di Laurea Triennale in “Ingegneria Elettronica e Informatica” dal titolo “Ottimizzazione della conversione energetica nelle fonti rinnovabili: confronto tra topologie VSI e CSI”, presentata presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Messina, diretto dal Prof. Ernesto Cascone, sotto la guida del relatore Prof. Salvatore De Caro, che è anche Coordinatore del citato Corso di Laurea.
La ricerca presentata si basa sull’analisi e sviluppo di una configurazione innovativa di inverter a sorgente di corrente a due stadi destinata all’integrazione di generatori fotovoltaici in microreti.
L’idea progettuale, senza volutamente entrare nei dettagli tecnici dell’elettronica di potenza, è incentrata sull’obiettivo di massimizzare il rendimento complessivo del sistema, senza incidere in maniera eccessiva sui costi di realizzazione. L’attenzione non si è concentrata esclusivamente sulle prestazioni energetiche, ma anche sulla sostenibilità economica della topologia adottata, aspetto cruciale nelle applicazioni reali.
Il processo tecnologico suggerito permette di migliorare sensibilmente l’efficienza energetica del sistema. La validità della ricerca è stata verificata attraverso un’accurata attività di simulazione, che ha permesso di analizzarne il comportamento dinamico, la qualità della corrente immessa in rete e le prestazioni in termini di perdite complessive.
Dalle analisi svolte, emerge che la configurazione sviluppata rappresenta una soluzione equilibrata, capace di coniugare elevate prestazioni energetiche con un contenimento dei costi rispetto alle architetture tradizionali.
Il nuovo sistema progettato si configura, dunque, come un’alternativa particolarmente interessante per la realizzazione di generatori fotovoltaici destinati a microreti, dove l’efficienza, l’affidabilità e la sostenibilità economica costituiscono requisiti fondamentali per una diffusione su larga scala.
La neo dottoressa ha rimarcato che “L’ottimizzazione del circuito fotovoltaico nasce dall’integrazione tra topologia, dispositivi e controllo. L’inverter CSI rappresenta un’alternativa concreta all’inverter VSI, in quanto si può ottenere una elevata efficienza energetica, la riduzione significativa delle perdite di commutazione e, dunque, un buon compromesso tra costo e prestazioni, aumentando in tal modo le performance dell’impianto”.
Francesca Pellico, a conclusione del suo lavoro, ha sottolineato che “La ricerca proposta rappresenta una base solida per ulteriori sviluppi sia in ambito accademico, che applicativo. Le prospettive future evidenziano ampi margini di miglioramento e adattamento della soluzione a scenari energetici sempre più orientati verso sistemi distribuiti, efficienti e ad alta integrazione tecnologica”. Una buona solida premessa proiettata ad ulteriori sviluppi, magari da porre in essere nella Città dello Stretto!
I Corsi di Laurea Triennale in “Ingegneria Elettronica e Informatica”, “Ingegneria Biomedica”, “Ingegneria Industriale”, “Ingegneria Gestionale”, nonché i Corsi Laurea Magistrali In “Ingegneria Elettronica per l’Industria”, “Engineering In Computer Science”, “Bioingegneria”, “Ingegneria Gestionale”, che caratterizzano l’offerta formativa del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Messina, rappresentano una valida attività formativa per i giovani interessati a degli sbocchi occupazionali nel settore delle Intelligenze Artificiali (IA); segmento produttivo in continuo sviluppo in abito internazionale.
La Città di Messina si presta a diventare un polo formativo e produttivo nello sviluppo delle nuove tecnologie; basti pensare alle realtà esistenti e in corso di progettazione nel settore delle tecnologie informatiche ed elettroniche, come ad esempio l’azienda, operante nel settore del terziario avanzato, SmartME che ha rapporti con imprese operanti in diverse Nazioni.
Di recente è stata inaugurata a Messina la nuova sede di FS Engineering, la società di ingegneria del gruppo Ferrovie dello Stato, che è un hub operativo dedito alla progettazione e al monitoraggio delle infrastrutture ferroviarie, in cui l’elettronica e l’informatica rivestono un ruolo centrale.
La riprogettazione della I-Hub dello Stretto, è destinata a dar vita al Polo di innovazione tecnologica dedicato ad ospitare centri di ricerca, spazi per il co-working e aree di lavoro condiviso dedicate.
Nella Città dello Stretto si svolge ormai da alcuni anni il “Sud Innovation Summit”, evento che nelle scorse edizioni ha ospitato esperti e manager dei più importanti gruppi aziendali, nazionali ed internazionali, operanti nei settori dell’hi-tech.
Non occorre dimenticare le attività poste in essere dal Consiglio Nazionale delle Ricerche nella Città di Messina nel settore delle nuove tecnologie.
Università, aziende hi-tech, poli tecnologici, centri di ricerca esistenti e in fase di progettazione, con una mirata e lungimirante azione sinergica, possono ben presto portare la Città di Messina al centro delle attività produttive orbitanti nei settori tecnologici avanzati. È auspicabile, dunque, una sinergia tra i diversi soggetti al fine di programmare un fattivo sviluppo non solo del territorio, ma anche delle istituzioni e imprese interessate, che potrebbero contribuire all’aumento del PIL della Nazione.
